Le aziende cinesi EHang e Hefei Hey hanno recentemente ottenuto le prime certificazioni commerciali a livello mondiale per l’operatività di droni passeggeri autonomi, segnando una pietra miliare significativa nel settore della mobilità aerea urbana.
Questa svolta normativa permette a EHang di operare il suo modello EH216-S, un velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale (eVTOL) biposto con oltre 42.000 voli di prova all’attivo, per il trasporto di passeggeri a pagamento nelle città di Guangzhou e Hefei. L’ottenimento di queste certificazioni rappresenta un passo cruciale verso la commercializzazione su larga scala di questa tecnologia innovativa.

La spinta cinese verso la mobilità aerea urbana non è un fenomeno isolato, ma il risultato di un investimento strategico e di una visione a lungo termine da parte del governo. A partire dal 2019, la Cina ha intensificato gli investimenti nel settore dei droni, implementando linee guida da parte della Civil Aviation Administration of China (CAAC) e definendo una roadmap trentennale per l’aviazione senza equipaggio. Questa pianificazione strategica ha creato un ambiente favorevole alla ricerca, allo sviluppo e alla successiva commercializzazione di tecnologie come i taxi volanti autonomi.
Di seguito il video dimostrativo di EHang apparso su YouTube
Parallelamente all’ottenimento delle certificazioni, la produzione di massa di eVTOL è già stata autorizzata (EHang, 2024), e diverse città cinesi sono in competizione per la costruzione di hub dedicati a questi velivoli. L’obiettivo è integrare i taxi volanti nel tessuto urbano, offrendo una soluzione potenziale per ridurre i tempi di percorrenza e le emissioni inquinanti, sebbene permangano interrogativi sull’effettivo impatto sulla congestione del traffico, che potrebbe semplicemente traslarsi in una dimensione verticale.

In contrasto con la dinamicità cinese, lo sviluppo e l’implementazione della mobilità aerea urbana in Occidente sembrano procedere con maggiore cautela, spesso rallentati da complessità normative e iter burocratici più articolati. Anche l’India, con le approvazioni della Directorate General of Civil Aviation (DGCA), sta seguendo un percorso più lento. Questo divario nello sviluppo e nella regolamentazione potrebbe portare a una situazione in cui i paesi occidentali si troveranno a dipendere dalla tecnologia cinese in questo settore emergente, con potenziali implicazioni in termini di standard globali e di autonomia tecnologica.
La leadership cinese nel settore dei taxi volanti autonomi evidenzia una tendenza più ampia in cui il paese sta rapidamente avanzando in diverse frontiere tecnologiche, potenzialmente ridefinendo gli equilibri economici e geopolitici globali. La capacità di tradurre investimenti strategici e pianificazione a lungo termine in risultati concreti come le certificazioni commerciali per i taxi volanti autonomi dimostra la determinazione della Cina a diventare un leader nell’innovazione e nei trasporti del futuro.