Al via alla Camera l’esame dell’Autonomia, il via libera definitivo tra 24-28 ore

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L’Aula della Camera ha votato a maggioranza l’inversione dell’ordine dei lavori per affrontare prima l’autonomia differenziata rispetto al calendario. Cinquantatré i voti di differenza, come rimarcato dal vicepresidente Fabio Rampelli. 

“Non è questa legge che crea l’autonomia differenziata, è nella nostra costituzione. Può piacere o no, ma stiamo dando attuazione alla Costituzione”. Lo ha detto nell’Aula della Camera il ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli. “Sento che ci sarebbe” tra i “contenuti della legge la previsione di più risorse per le Regioni che stanno meglio, mi spiace ma state parlando di un’altra legge perché in questa c’è scritto esattamente il contrario” ha aggiunto. “Nessuna decisione a scatola chiusa, c’è stato un dibattito anche costruttivo, le risorse non vengono messe in una legge ordinamentale, devono essere definite nelle varie intese e poi finanziate a livello delle varie leggi bilancio. Sicuramente ci sono Lep che non costano, quelli regolatori, altri sono già coperti”, “alcuni Lep può darsi che costino di più”, ha aggiunto riferendosi ad alcune stime di costi circolate. Ho sentito ipotesi non sempre coincidenti con la realtà, c’è chi dice 100 miliardi per le materie Lep…io dico che prima di tutto bisogna sapere quali sono quei diritti civili e sociali che dobbiamo garantire, poi, dopo aver creato il costo del fabbisogno standard, potrò sapere di quante risorse avrò bisogno”, ha aggiunto Calderoli. Il quale ha fatto capire che non bisogna fare tutto “dall’oggi al domani”: “Io mi accontenterei” di “stanziare anno per anno le risorse per alcuni di questi Lep”, ha affermato.

“Ai colleghi di FI chiedo davvero vi sentite rassicurati” sull’autonomia? “State smentendo Occhiuto”. Lo ha detto il dem, Marco Sarracino (Pd) durante la seduta della Camera sull’autonomia. “Il sud ha votato in massa contro l’autonomia differenziata”, ha affermato.

Da parte del ministro Roberto Calderoli in Aula c’è stata un'”autodenuncia su come questo provvedimento paralizzerà l’Italia”, “quando dice ‘verificheremo le risorse necessarie anno dopo anno'”. Lo ha detto Angelo Bonelli (Avs) nell’Aula della Camera parlando di autonomia. Dall’Alleanza Verdi Sinistra è intervenuto anche Nicola Fratoianni che ha condiviso le parole del collega Bonelli e, rivolto a Calderoli, lo ha esortato: “Ministro, le cifre deve dircele lei”.

“Con apprezzabile onestà intellettuale il ministro Calderoli dice di non essere d’accordo con la possibilità, prevista dalla Costituzione, di devolvere 23 materie alle Regioni. Al ministro ricordo però che la Costituzione non è immodificabile, tant’è che una riforma costituzionale è in discussione al Senato. Basterebbe approvare perciò un disegno di legge di riforma costituzionale, e tra l’altro è depositato uno a mia prima firma, che escluda dal novero delle materie devolvibili alle Regioni quelle che hanno a che fare con l’interesse strategico nazionale”. Lo ha detto Mara Carfagna, presidente di Azione.

“Quello sull’autonomia differenziata è un dibattito da anni ’80 e ’90 che porterà solo nuova spesa pubblica. Un dibattito vecchio, un lavoro inutile, costoso, presumibilmente irrealizzabile, che non guarda ai prossimi trenta o quarant’anni, cioè agli anni dell’intelligenza artificiale. Ritirate questa autonomia e apriamo piuttosto un dibattito sul federalismo europeo e sul regionalismo italiano ai tempi dell’intelligenza artificiale e non degli anni ’80”. Lo ha detto il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova.

Potrebbe arrivare tra domani sera e giovedì mattina il via libera definitivo al ddl sull’Autonomia differenziata in Aula alla Camera. Alla ripresa dei lavori si deciderà come procederanno i lavori, se con una seduta notturna fino a mezzanotte o con una seduta fiume. In ogni caso, calcolando i tempi per il voto degli odg e per le dichiarazioni di voto e voto finale il via libera dovrebbe arrivare non prima di domani sera. Intanto, il Senato ha approvato il ddl sul premierato. Il testo ora passerà all’esame della Camera e, in base alla procedura prevista dall’articolo 138 della Carta per una legge di revisione costituzionale, dopo la seconda lettura dovranno passare sei mesi prima di procedere con la terza e la quarta. E’ probabile, comunque, che sulla riforma si entri nel vivo a Montecitorio solo dopo la pausa estiva. La commissione Affari Costituzionali, alla quale verrà assegnata, ha infatti già in coda una serie di provvedimenti che vanno dal ddl sicurezza al ddl Nordio sulla separazione delle carriere. Per quanto rigaurda il calendario d’Aula, inoltre, ci sono anche diversi decreti da convertire con urgenza: dal salvacasa a quello coesione che approderà alla Camera dopo il via libera del Senato così come quello Agricoltura. Mentre sarà approvato all’inizio della prossima settimana il dl sulle forze armate che deve poi passare al Senato e va convertito entro l’8 luglio.

ANSA