Corruzione Liguria, Spinelli interrogato: “Ho risposto a tutto”. Toti, nuovi filoni inchiesta

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(Adnkronos) “E’ andata bene. Ho risposto a tutto, tutto. Fate i bravi mi raccomando, tranquilli”. Così Aldo Spinelli, l’imprenditore ai domiciliari con l’accusa di corruzione nell’inchiesta che ha segnato un terremoto nella politica ligure e che ha portato ai domiciliari il governatore Giovanni Toti, replicando ai numerosi giornalisti presenti a Genova per l’interrogatorio di garanzia. Nelle immagini realizzate dalle tv, a chi gli chiede se è preoccupato l’imprenditore della logistica replica: “No, assolutamente no” e si augura che la misura cautelare duri poco: “Penso di meritarmela (la libertà, ndr)”.  

Intanto spuntano anche finanziamenti sospetti legati alla sanità e presunti numeri ‘gonfiati’ sul Covid nell’inchiesta. Intercettato già nel 2021, l’attività di osservazioni e le intercettazioni disposte dalla procura di Genova e affidate alla Guardia di finanza restituiscono l’attività politica di Toti. 

Dopo i filoni sulla gestione dei rifiuti, le concessioni legate al porto di Genova, i riferimenti alla ricostruzione del Ponte Morandi inseriti nell’ordinanza di custodia cautelare, ora spunta il reato ipotizzato di falso. Come anticipato oggi da alcuni quotidiani, Toti e il suo capo di gabinetto Matteo Cozzani, anche lui ai domiciliari, sono indagati per i dati Covid: secondo l’ipotesi della procura i numeri sarebbero stati gonfiati per ottenere più vaccini dalla struttura commissariale. Le ‘cimici’ nell’ufficio di Cozzani già indagato per corruzione elettorale registrano nella primavera del 2021 una conversazione. 

Cozzani sta parlando della difficoltà di ottenere i vaccini: “Il problema qual è stato… che io avevo già truccato, lui li ha presi, cosa è accaduto li ha riaumentati”, dice il capo di gabinetto. Quel “lui” è il presidente Toti: “Quando me li ha rimandati gli ho scritto ‘ma cazzo pres, ma sono fuori’ e lui ha detto ‘ma li ho un po’ aumentati’ e io ‘ma l’avevo già fatto io’, e lui ‘cazzo dimmelo che l’hai già fatto te, aspetta un secondo’…vabbè”. Ma come su altri capitoli dell’inchiesta principale, l’attenzione della procura di Genova è focalizzata anche sui finanziamenti elargiti da alcuni imprenditori della sanità al comitato di Toti per finanziarie l’attività politica. Elargizioni lecite, trasparenti, che potrebbero celare secondo l’ipotesi accusatoria una contropartita che si traduce in contratti e convenzioni.