Israele riapre valico Erez per aiuti a Gaza. Nella Striscia “oltre 33mila morti”

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(Adnkronos) – L’ufficio di Netanyahu afferma che consentirà la consegna “temporanea” di aiuti attraverso il confine con la Striscia di Gaza settentrionale. “Israele consentirà la consegna temporanea di aiuti umanitari attraverso Ashdod e il valico di Erez”, si legge nella dichiarazione dell’ufficio del primo ministro. 

“Questo aumento degli aiuti eviterà una crisi umanitaria ed è necessario per garantire la continuazione dei combattimenti e per raggiungere gli obiettivi della guerra”, ha aggiunto l’ufficio del premier. 

“Faremo in modo che Israele non venga mai lasciato senza la capacità di difendersi. Allo stesso tempo, se non ci saranno cambiamenti nel loro approccio, è molto probabile che cambieremo il nostro”. Lo ha detto a un giornalista di Spectrum News la vicepresidente americana Kamala Harris, descrivendo come “schietta” la conversazione tra il presidente Joe Biden e il primo ministro Benjamin Netanyahu. 

“Gli attacchi agli operatori umanitari e in generale la situazione umanitaria sono inaccettabili. Israele deve annunciare e attuare una serie di misure specifiche, concrete e misurabili per affrontare i danni ai civili, le sofferenze umanitarie e la sicurezza degli operatori umanitari”, le parole di Biden a Netanyahu secondo quanto si legge in una nota della Casa Bianca, nella quale si sottolinea che Biden “ha chiarito che la politica degli Stati Uniti nei confronti di Gaza sarà determinata dalla nostra valutazione sull’azione immediata di Israele rispetto a queste misure”. 

Il presidente ha anche sottolineato che “un cessate il fuoco immediato è essenziale per stabilizzare e migliorare la situazione umanitaria e proteggere i civili innocenti e ha esortato il premier a mettere i suoi negoziatori in grado di concludere senza indugio un accordo per riportare a casa gli ostaggi”. 

Già mercoledì Biden aveva accusato Israele di non fare abbastanza per proteggere gli operatori umanitari sollecitando una rapida indagine sull’attacco dei droni delle Forze di Difesa Israeliane a Gaza che ha ucciso sette persone che lavoravano per l’organizzazione benefica World Central Kitchen. 

Il direttore della Cia, William Burns, dovrebbe recarsi al Cairo questo fine settimana per colloqui con il capo del Mossad ed alti funzionari del Qatar e dell’Egitto nell’ambito degli sforzi mirati a raggiungere un accordo per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza. Lo ha indicato sul social X il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando due fonti. 

Sarebbero intanto oltre 33mila i palestinesi che hanno perso la vita nella Striscia di Gaza dall’inizio della rappresaglia israeliana per l’attacco subito da Hamas lo scorso 7 ottobre. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza, sotto il controllo di Hamas, aggiornando il bilancio a 33.091 morti e a 75.750 feriti. Nelle ultime 24 ore 54 palestinesi sono stati uccisi e altri 82 feriti. 

Soldati israeliani che prendono di mira deliberatamente i palestinesi mentre si precipitano a raccogliere gli aiuti lanciati dagli aerei nel nord-est di Gaza. E’ questo il contenuto di un filmato esclusivo ottenuto da Al Jazeera girato il 9 marzo, che mostrerebbe i militari dell’Idf aprire il fuoco nonostante nessuno di questi uomini palestinesi costituisca una minaccia. Gli spari continuano anche mentre gli uomini abbandonano la zona, allontanandosi dal confine e dalle postazioni dei soldati. 

Nell’ultimo venerdì di Ramadan la polizia di Gerusalemme ha fermato otto persone alla moschea di Al-Aqsa con l’accusa di aver scandito slogan che istigano al terrorismo. Lo indica il Times of Israel, sottolineando come un numero elevato di agenti sia stato dispiegato nella Città Vecchia in occasione dell’evento religioso che richiama migliaia di fedeli. I sospetti, quattro di Gerusalemme Est e quattro del nord di Israele, saranno interrogati a breve. 

Più della metà dei bambini di Gaza, 620.000, non può frequentare la scuola a causa della distruzione portata da sei mesi di guerra al sistema educativo dell’enclave. Lo ha reso noto il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. 

Otto scuole su dieci a Gaza sono danneggiate o distrutte, con circa il 10% delle strutture completamente decimate, afferma l’Unicef. Ma ricostruire le scuole sarà un compito più semplice che affrontare il trauma dei bambini e la perdita dell’istruzione, aggiunge David Skinner di Save The Children. 

“Ciò che spesso si perde nel parlare di Gaza è che si tratta di una catastrofe per i bambini”, ha detto Skinner. “Si tratta di bambini che hanno subito un lutto, che hanno perso persone, che sono malati e malnutriti”. 

Un soldato dell’Idf è rimasto leggermente ferito durante un attacco missilistico anticarro nella zona di Metula, al confine con il Libano, durante la notte. Lo riferisce l’esercito israeliano. 

Sette razzi sono stati lanciati anche contro la comunità di Malkia nell’Alta Galilea. Hezbollah si è assunto la responsabilità degli attacchi, affermando di aver preso di mira posizioni militari. L’Idf afferma di aver bombardato le fonti di provenienza dei missili con l’artiglieria. 

Agenti israeliani della polizia di frontiera sotto copertura hanno ucciso un uomo palestinese che stava per lanciare un ordigno esplosivo contro le truppe durante un raid in Cisgiordania. Secondo la polizia, gli agenti avevano fatto irruzione a Tulkarem, per arrestare tre palestinesi ricercati sospettati di coinvolgimento in attività terroristiche. Secondo i media palestinesi, la sparatoria è avvenuta nell’adiacente campo profughi di Nur Shams.