Oknoplast si spinge “oltre la finestra” e lancia la seconda edizione di Oknoplast for ART

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(Adnkronos) Milano, 2 luglio 2024 – La finestra non è solo quell’elemento che ci permette di guardare il paesaggio esterno, che ci protegge dalle intemperie, che illumina la nostra casa. La finestra può anche suscitare emozioni, essere vettore di un messaggio importante. La finestra può essere anche un’opera d’arte.  

L’evoluzione del concetto di “guardare oltre la finestra” ha generato uno dei concorsi più e innovativi degli ultimi anni: OKNOPLAST FOR ART. 

Nato dalla collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea MOCAK di Cracovia nel 2022, il concorso OKNOPLAST FOR ART invita artisti europei a utilizzare la finestra come se fosse una tela su cui esprimere la propria creatività.  

Il concorso, giunto alla seconda edizione, ha registrato una partecipazione senza precedenti: quasi 300 opere hanno elevato la finestra a una grande tela su cui artisti opere provenienti da tutta Europa, tra cui Germania, Italia, Portogallo e Scandinavia hanno dato libero sfogo alla propria creatività e si sono fatti promotori di messaggi importanti attraverso i propri lavori. 

La giuria della seconda edizione di OKNOPLAST FOR ART, presieduta dal professor Andrzej Bednarczyk e composta da Edyta Kurpiel-Placek, Małgorzata Potocka, Maria Anna Potocka e Andrzej Starmach, ha assegnato il primo premio all’opera “Untitled” di Michal Rejner (classe 1995), che ha affrontato un tema purtroppo ancora attuale e ricorrente: la guerra, onnipresente minaccia che accompagna la nostra epoca.  

La “tela-finestra” ritrae un braccio meccanico che cerca di cancellare in modo persistente la parola “WAR” scritta sul vetro, mentre un secondo braccio rimuove la riga tracciata sulla parola stessa con una spugna, a evidenziare quanto può sembrare impossibile l’idea di liberare il mondo dai conflitti. I punti di partenza della riflessione artistica di Rejner sono spesso temi sociali. Nelle sue opere l’artista affronta temi legati all’esclusione, all’intolleranza razziale, alla perdita di dignità da parte dell’individuo, alla disuguaglianza economica, alla mancanza di una casa e alla solitudine. Utilizzando diverse tecniche mescolate fra loro, Rejner affronta così problemi che coinvolgono ogni essere umano, mettendolo in stretto contatto con l’opera: attraverso il tocco e l’energia delle sue opere, invita lo spettatore a esplorare le proprie idee e le proprie esperienze con il materiale. 

Spesso vediamo anziani che guardano fuori dalla finestra. Le artiste usano questa immagine nostalgica per raccontare il problema della solitudine e dell’esclusione che questi cittadini sono costretti ad affrontare a causa del sostegno sociale inadeguato. Per loro guardare il mondo che va avanti rimane uno dei pochi piaceri del tempo libero, come attività e opportunità per essere parte della società. Questa è l’idea al centro dell’opera “Halina Parapetova” del duo artistico Ewa Bone (1977) e Ewa Kozubal (1978) premiato con il secondo posto.
 

Entrambe diplomate all’Accademia di Belle Arti di Poznań, Bone e Kozubal dal 2000 lavorano insieme e si esprimono attraverso la scultura, l’installazione e l’happening. 

Sono co-autrici di quattro Festival di Arti Audiovisive a Tuczno, direttori di numerosi laboratori creativi ed eventi culturali e per diversi anni hanno collaborato con KontenerArt di Poznan e teatri alternativi per la realizzazione delle scenografie. 

E, infine, Martha Ciolkowska (1993) con la sua opera “Restituitemi i miei minuti sprecati” al terzo posto, ci spiega come, dopo una scioccante esperienza di furto di identità online, si sia cancellata dai social media e abbia iniziato a vivere pienamente la sua vita. L’artista evidenzia il fatto che questa dipendenza ad essere ‘in loop’ non solo porta a perdere tempo online ma anche a trascurare la vita reale. 

Artista visiva, creatrice di video, installazioni, sculture e incisioni, Marta Ciolkowska ha conseguito la laurea in Interior Design presso l’Accademia di Belle Arti Strzeminski di Lodz (2017) e ha poi proseguito gli studi in Italia, all’Accademia di Belle Arti di Catania, dove attualmente vive. Le sue opere, che esplorano l’impatto umano sull’ambiente e l’influenza dello sviluppo tecnologico sull’uomo moderno, sono state esposte, tra gli altri, al Museo d’Arte Contemporanea MACRO di Roma, all’Istituto d’Arte e Cultura di Barcellona. È stata artista residente di PLAN8T Artist/Architect In Residence (P8AIR) (Changsha, Cina), Cittadellarte Fondazione Pistoletto UNIDEE Residency Programs (Biella, Italia), KARP Residency (Kamina Lomé, Togo), Tiliade Association (Oasis Des Âges, Francia) e GugArt2024 Guido Gobino (Torino, Italia). Le sue opere sono apparse in numerosi cataloghi e pubblicazioni, mostre collettive e personali. 

Le menzioni d’onore sono state conferite a Vitalii Shupliak e Monika Maurycy. Pur non rientrando tra i primi tre classificati, i loro progetti si sono distinti per l’originalità e il profondo messaggio trasmesso. Ogni opera ha offerto un contributo significativo alla discussione sulle questioni sociali contemporanee. 

La premiazione delle opere si è svolta lo scorso 13 giugno 2024 presso il Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia MOCAK in occasione di un vernissage a cui hanno partecipato gli artisti vincitori, Maria Anna Potocka, Direttore del MOCAK, il board Oknoplast Group e la stampa internazionale. Le cinque opere selezionate sono in mostra al MOCAK di Cracovia fino al 15 settembre 2024.
 

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