Superbonus, cresce la maggioranza in commissione, ira delle opposizioni

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Aumenta da 19 a 20 il numero dei componenti della commissione Finanze del Senato che sta esaminando il decreto superbonus. Lo riferiscono le opposizioni spiegando di aver ricevuto una comunicazione dal presidente del Senato. “La maggioranza aumenterà di un componente spiega il senatore Stefano Patuanelli M5s è una facoltà che si ha” e si fa quando cambiano gli equilibri, ma “va prima comunicata all’aula. Quindi è una forzatura politica ma è anche regolamentare. E’ un tema che solleveremo”, aggiunge la senatrice Pd Beatrice Lorenzin. Il senatore aggiunto, riferiscono le opposizioni, dovrebbe essere Salvatore Salemi di Fdi. 

La riunione della commissione Finanze è stata quindi nuovamente rinviata, alle 17, proprio per consentire la comunicazione in Aula della decisione di aumentare da 19 a 20 il numero dei componenti.

E’ stata una lettera firmata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato Lucio Malan a comunicare l’aggiunta di un nuovo componente alla commissione. Nella missiva, indirizzata al presidente del Senato Ignazio La Russa, Malan comunica “che il senatore Salvatore Sallemi cessa di far parte della 2a commissione Giustizia ed entra a far parte come membro della 6a commissione Finanze”.

“Il blitz della maggioranza in commissione finanze Senato, con l’aggiunta di un senatore per evitare di finire sotto sul superbonus, è una forzatura da disperati allo sbando, che cercano di superare le proprie divisioni truccando le carte in corso d’opera. Senza scrupoli e senza vergogna!”, commenta su X il senatore Antonio Misiani, responsabile Economico del Pd.

“Ormai siamo di fronte a una soap opera di bassissima lega. Dopo i litigi dei giorni scorsi sul Dl Superbonus, oggi ascoltiamo il ministro Tajani minacciare di non votare in Commissione finanze del Senato il provvedimento se resterà l’emendamento Giorgetti che prevede la retroattività parziale dell’obbligo di spalmare le detrazioni fiscali su 10 anni. Un momento dopo assistiamo a una maggioranza che, per evitare di andare sotto in Commissione, prova ad aumentare i membri della stessa Commissione finanze con un trucchetto da stazione ferroviaria. E Giorgetti ha ancora il coraggio di parlare di Superbonus come droga o come slavina. Qui l’unica slavina per gli italiani è l’Esecutivo Meloni”. E’ quanto afferma  in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e coordinatore del Comitato pentastellato su economia, lavoro, imprese, e membro della commissione Finanze.

Per Turco, “a pagare il prezzo di questo festival di dilettanti allo sbaraglio sono decine di migliaia di imprese e famiglie ed è in generale il Paese, privato della benché minima politica di investimenti per la transizione ecologica. Questo spettacolo pietoso fa cadere la maschera sull’unico programma che ha questo Governo in direzione dell’efficientamento energetico degli edifici: non far risparmiare in bolletta gli italiani, costringendoli a pagare l’energia più degli altri cittadini europei, tanto per continuare a strizzare l’occhio alla lobby del fossile; costringerli in alternativa ad efficientare le case mettendosi in braccio alle banche e ai loro esosi finanziamenti”. 

“Alle 16 i componenti della commissione finanze al Senato della Repubblica passeranno da 19 a 20, nel disperato tentativo di non fare andare sotto il governo sul dl Superbonus. È l’ultimo passaggio di una gestione folle, dilettantesca e antidemocratica; il governo non ha alcuna idea di politica economica, punta solo ed esclusivamente a fare cassa su cittadini e imprese, calpestando ogni minimo principio di legittimo affidamento. Scandalosi”: è il commento del capogruppo del M5s in Senato, Stefano Patuanelli.

Per il presidente del Senato Ignazio la Russa, la modifica dei componenti della commissione “è una cosa che appartiene alla volontà dei gruppi. So di questa richiesta ma se c’è una richiesta è un fatto automatico, non c’è una mia discrezionalità sul punto”. La nuova composizione della Commissione Finanze, ha precisato La Russa in aula, entra in vigore da domani, e non da oggi. 

ANSA