Tarquinio: ‘Sciogliere la Nato’. Polemica nel Pd

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   Le opposizioni provano ad attaccare il governo in maniera compatta, o almeno ci prova in Parlamento l’area progressista. Alla Camera Pd, M5s e Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto un’informativa urgente alla presidente del consiglio Giorgia Meloni e al ministro degli Esteri Antonio Tajani su quanto sta avvenendo a Gaza. A creare tensioni è stata però l’uscita sulla Nato del candidato per il Pd alle Europee Marco Tarquinio: “Se le alleanze servono a perpetuare le guerre è meglio scioglierle ha detto Bisogna quindi sciogliere l’alleanza con Israele e magari, per quello che ci riguarda, sciogliere la Nato in Europa e costruire una nuova alleanza tra pari con gli Stati Uniti d’America”.

    Sarcastico Matteo Renzi: “Tarquinio sta sconfessando l’Atlantismo degli ultimi 70 anni”. E Graham Watson, anche lui candidato con gli Stati Uniti d’Europa: “Sciogliere la Nato? Pensavo lo avesse chiesto Beppe Grillo a nome del M5s”. Dura anche Azione: “Il Pd torna indietro di cinquant’anni, ai suoi antenati di sinistra”, ha scritto Ettore Rosato. Molte delle posizioni di Tarquinio sono mal tollerate da una parte del Pd, come la sua contrarietà all’invio di armi in Ucraina.

Per calmare gli animi nel partito, per prevenire lo scoppio di una polemica interna alla vigilia delle elezioni, è subito intervenuto il responsabile Esteri Peppe Provenzano, che ha messo in chiaro: “Com’è noto, Marco Tarquinio è un candidato indipendente, le posizioni sulla politica estera e di sicurezza del Pd le esprime il Pd. E sono chiare e note. Le abbiamo ribadite nel programma per le Europee e, a chi vuole strumentalizzare, ricordo che la questione della Nato la sinistra italiana l’ha risolta con Berlinguer negli anni Settanta”. Le forze progressiste continuano intanto a chiedere un passo forte del governo sul Medio Oriente: Riccardo Ricciardi ha ricordato la mozione del M5s per il riconoscimento dello Stato palestinese, mentre i deputati del suo gruppo sventolavano in Aula le bandiere della Palestina.

Anche la segretaria Elly Schlein in tour elettorale in Sicilia ha ribadito la posizione Pd, chiedendo che il riconoscimento sia non solo italiano ma anche europeo “per aiutare un processo di pace in Medio Oriente”. A caratterizzare la giornata non sono state solo le parole di Tarquinio, ma anche quelle allarmate di Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, senatrice a vita. “Sono davvero molto preoccupata”, ha detto parlando delle Europee dell’8 e 9 giugno. La consola il fatto che “l’astensionismo dovrebbe essere meno del solito”, ma la inquietano le aspettative delle destre. In Francia, per esempio, gli osservatori scommettono sul Rassemblement National di Marine Le Pen. Mentre in Italia è data per scontata la conferma di FdI come primo partito e, nel complesso, è attesa una tenuta della coalizione di governo. Continua intanto l’attacco al progetto del Ponte sullo Stretto.

Schlein è arrivata in Sicilia in traghetto. “A dispetto alla sicurezza e della fattibilità economica ha detto il ministro Salvini vuole andare avanti per uno spot elettorale e Meloni gli va dietro”. Il Pd, ha ribadito “insisterà con tutta la sua forza per bloccare il progetto”. Per il M5s “Salvini opera in modo sciatto e improvvisato”. 
   

ANSA